Danzare l'introspezione



"Io sono nel presente.

Io non so cosa mi porterà il domani.

Io posso solo conoscere cosa è vero per me oggi.

Quello è ciò a cui sono chiamato a servire, e lo servo in tutta lucidità."

(Igor Stravinskij)

"Bisogna saper cogliere gli ostacoli e vedere se possono esserci utili."

Un mantra penetrato nella mia pelle dando inizio al processo di cambiamento.

La pelle, il più grande e potente organo sensoriale, capace di metterci in contatto con il mondo esterno ed interno. Troppo spesso dimenticato a cui bisognerebbe essere riconoscenti. Attraverso i suoi pori ho imparato ad ascoltare ciò che mi arrivava dall'incontro con il mondo esterno, ho compreso il significato dei tumulti che giungevano dalle mie più profonde viscere, proprio come farebbe una bambina tirando la gonna della propria mamma per attirare l'attenzione, loro strattonavano la sottana della mia anima dando vita ad una prospettiva differente alla mia vita e alle persone che mi accompagnavano e mi accompagnano tuttora.

Quel mantra ha pervaso ogni singola cellula della mia pelle, un giorno qualunque, in uno studio medico.

Accompagnavo mia mamma ai controlli oncologici. Le era stato diagnosticato un tumore al seno e chiedeva la mia presenza a quelle visite. Quel pellegrinaggio era allo stesso tempo faticoso emotivamente e carico di orgoglio nel vedere la sua dignità nell'affrontare quella terribile malattia. La osservavo ed, ogni volta, ero stupita delle sue reazioni. Entrambe consapevoli che il suo destino fosse già scritto, entrambe unite dalla forza di voler combattere fino in fondo. Gli incontri erano programmati ed io sempre al suo fianco. Conoscevo a memoria il tragitto da casa allo studio medico, come ero in grado di prevedere le domande che le avrebbero posto e come lei avrebbe reagito con rassegnazione e dignità. I viaggi della speranza erano scanditi da un sentimento strano, una sorta di agitazione lenta interna. Prima del nostro pellegrinaggio raccoglievamo tutta la documentazione da mostrare all'oncologo, silenziosamente ci pettinavamo e incipriavano il viso. Un velo di rossetto e l'abito sobrio, pronte ad accogliere il nuovo verdetto. Silenzi, interminabili, che parlavano a due anime impaurite, ma allo stesso tempo fiduciose. Quel giorno accadde qualcosa di strano. Terminata la visita il medico si rivolse a me: "Mi sembra che si sia sacrificata abbastanza" e concluse la frase porgendomi un volantino. Non capivo. "Perché mi sarei sacrificata abbastanza? Sto facendo tutto quello che ritengono giusto per la mia mamma e per me." Prendo il volantino, si tratta di un corso sul metodo Steineriano. Ci sono elencati i corsi e le materie. Antroposofia, scienza dell'occulto. "perché mi ha dato questo volantino dottore?"

"Credo che sia giunto il momento che tu prenda in mano la tua vita e che la smetti di vivere quella che gli altri immaginano per te".

Il viaggio di ritorno verso casa fu lungo. Dentro le mie viscere avvertivo una strana sensazione. Perché quelle parole? Perché quel volantino?

Ero iscritta alla facoltà di medicina, studiavo, nonostante la malattia di mia mamma, mi applicavo nei tirocini con tutta la mia forza di volontà e stavo raggiungendo il traguardo.

Riflettendo mi ingarbuglio in mille pensieri.

"Perché sarei sacrificata?"

"Voglio vedere te al mio posto, fra tirocinio, studio, mamma ammalata se non fossi sacrificato!"

"quel medico è fuori di testa, forse mi ha confusa con un'altra paziente e mi ha consegnato il volantino per errore"

"chi è lui per sapere se sono sacrificata? Come può pensare che io possa essere interessata!"

"fra poco terminerò il mio percorso accademico, diventerò un medico e potrò avviarmi al lavoro".

Mi girai tutta la notte nel letto con mille pensieri che volteggiavano intorno alla mia testa senza darmi tregua e mi addormentai sfinita.

La mattina il suono della sveglia mi riportò alla realtà. Mi alzai, mi lavai frettolosamente e mentre mi pettinavo davanti allo specchio mi chiesi: "sei davvero certa delle scelte che stai compiendo per il tuo futuro?, Sei sicura che da grande vorrai essere un medico?"

il mio corpo sussultò, lasciando cadere la spazzola a terra.

"Cosa sto facendo?" "È vero, mi sto sacrificando".

Il genere di sacrificio messo in atto è subdolo e seduttivo. Non è legato all'assistere e condividere il dolore di mia madre, è legato al desiderio di accondiscendere l'idea di brava bambina che si è sviluppata, intorno al mio corpo, come una sorta di seconda pelle. Un vestito aderente che ha filtrato le mie emozioni, creandone delle nuove, non adatte alla mia indole profonda.

Indosso velocemente le scarpe, esco. Le gambe mi portano correndo a casa di Diana.

"Che succede? Sembra che tu abbia incontrato un fantasma?"

"Esatto: ho incontrato il mio fantasma ed ho una paura terribile!

Com'è possibile che quel medico abbia capito così tanto di me? Perché proprio lui?"

Diana ascoltò il mio racconto. Finalmente ho intuito che la mia fatica, la mia pesantezza nel proseguire gli studi non era indice di poca intelligenza ed applicazione, ma il mio corpo mi stava inviando messaggi chiari. "Non è la tua strada, fermati. Rifletti. Stai inseguendo il sogno di qualcun altro" .

Ora come esco da questo casino? I miei genitori mi metteranno alla porta!

"Io ti ospiterò finché non troverai una soluzione".

Diana mi ha dato quella propulsione che mi teneva legata a quella pelle malefica e come un bruco, durante la metamorfosi, comincia a spingere dall'interno per riuscire ad abbandonare il suo stato strisciante per accedere al volo con ali colorate, così ho preso la decisione.

Era imperativo affrontare i miei genitori, ma soprattutto affrontare i miei turbamenti ed incertezze.

Vivevo in una casa circoscritta da un bellissimo bosco. Quando ero fanciulla e mi sentivo insicura e timorosa affrontavo il silenzio e la pace di quel luogo incantato e ritrovavo me stessa e la quiete .

Sono tornata in quel bosco.. Mamma betulla era lì, pronta ad accogliere le mie emozioni. L'ho abbracciata, ho annusato il profumo della sua corteccia e delle foglie e poi ho iniziato una danza per lei e per me.

Ho ascoltato i movimenti del mio corpo che scioglievano le catene ed imploravano respiro e libertà. I movimenti sono diventati più ampi e fluidi ed il mio respiro sempre più profondo.

Ritornata a casa ho annunciato la mia decisione in famiglia.

Era un nuovo inizio. Riuscivo a non commuovermi esageratamente dall'espressione delusa che vedevo nei miei genitori.

Ho tentennato...quanto ho tentennato. Una vocina mi suggeriva di porgere lo sguardo sul volto di mia madre. Mi sussurrava "vedi che sta male?" "In che casino ti sei ficcata?"

L'altra mi diceva "coraggio Margherita, continua così".

Ho cercato di dare ascolto ad entrambe le voci e ho provato a dare un senso.

Mi sono messa in un bel guaio, è vero, perché mi sono messa in secondo piano ed ho permesso ai sensi di colpa, al senso del dovere e alla brava bambina di prendere il sopravvento sul mio io interiore.

La forza creatrice era stata messa in disparte per cedere al torpore quotidiano. Deve era finita Margherita?

Perché mi ero ostinata a rincorrere un sogno di qualcun altro?

Un pensiero entra fulmineo nel mio corpo "perché devi essere un secondo Stravinskij, quando puoi essere un primo Gershwin?". Appunto. Io voglio essere un primo Gershwin!

Quindi mi iscrivo al corso sul metodo steineriano. Le strade sono aperte e inizio anche ad un altro percorso, molto vicino ad un concetto olistico e quindi opposto a quello accademico da me intrapreso fino ad ora.

Il percorso prevede giornate di ritiro e meditazione. Il gruppo è variegato, ma sembra parli la stessa lingua. Un linguaggio a me sconosciuto. Sono tutti convinti che ci siano delle energie trasformative in grado di guidarci nel nostro cammino. La mia compagna di stanza mi pone una domanda diretta: "credi nella reincarnazione?"

Dove sono finita? Sono sempre la solita!

Energie? Reincarnazione? Stiamo scherzando, vero?

Il mio mantra compare all'improvviso, come un oracolo. "Bisogna saper cogliere gli ostacoli e vedere se possono essere utili".

Non si trattava di un semplice ostacolo, c'erano in gioco tutte le mie convinzioni e certezze.

Non ho mollato e mi sono dedicata con abnegazione alla scoperta delle energie .

Ho imparato ad ascoltare le mie intuizioni, non averne timore e a non lasciare che scivolassero in qualche angolo remoto del mio corpo.

Ho permesso alla mia parte intuitiva di riemergere dalle ceneri e ho iniziato a dare ascolto alla mia parte creativa. Lentamente stavo dando fiato a quel intuito creativo tipico della donna selvaggia.

Mi muovevo con cautela, in ascolto. Il mio corpo aveva attivato un interessante processo di omeostasi fra il mio intuito e il mondo esterno. Con parsimonia creavo una sorta di coreografia danzante che mi permetteva, con la leggerezza e la grazia di una ballerina, di raccogliere, custodire o lasciare andare le mie esperienze.

Mi sentivo vicina al ciclo della mia adorata betulla che ogni anno genera nuovi rami e nuove foglie, lasciando cadere quelle avvizzite perché le servono per creare humus per nutrirsi.

Così, dopo aver concluso i primi due percorsi, la mia anima era divenuta insaziabile.

Eccomi pronta per un nuovo inizio. La scuola di psicomotricità.

Il percorso mi impegnerà per tre anni, ma l'idea di approfondire il mondo del bambino, il gioco e la conoscenza del messaggio del corpo mi entusiasma.

Le mie aspettative non saranno deluse. Grazie a questo percorso imparo a riconoscere e interpretare i messaggi corporei. Scopro un mondo a parte, dove la comunicazione è autentica. Il corpo non mente, è puro ed innocente. Imparare a riconoscere i suoi segnali inviati dai corpi mi permette di entrare in un dialogo più profondo con il mio. Mi accorgo che non sono la stessa tutti i giorni e che le mie reazioni al mondo esterno subiscono variazioni. Perché mi accade tutto questo?

Inciampo in un libro mentre distrattamente sono in un centro commerciale. Il titolo è chiaro "mestruazioni"

Queste sconosciute, sempre sotto scacco perché ci rendono nervose, perché soffriamo di dolori durante l'ovulazione o i primi giorni del ciclo. Perché ci accompagnano per un lungo periodo della nostra vita e la pubblicità ci inculca che sono giorni "particolari".

Senza riflettere molto il libro rimane attaccato alle mie mani.

Mai avrei pensato che il mio sguardo distratto ed incuriosito avrebbe aperto una nuova via di consapevolezza.

Sdraiata comodamente sul divano e con una buona tisana bollente inizio a leggerlo. Mi sento tuffata in un'altra dimensione, nuova ed accattivante. E' suddiviso in brevi capitoli che trattano temi diversi legati alla mestruazioni, dalle basi alle problematiche emotive, relazionali e fisiche che possono accompagnarla e suggerisce delle linee guida per ascoltare il proprio corpo e il proprio cuore e poter rispondere in modo concreto alle loro necessità. La forza di guarigione del ciclo mestruale!

Spettacolo! Grazie alla lettura e agli esercizi suggeriti scopro il femminile mai narrato dalle donne che ho incontrato nella mia vita.

Perché ci siamo dimenticate della nostra natura? Perché non conosciamo più questo mondo energeticamente potente?

Come posso farlo mio e diffonderlo?

Questa prospettiva stuzzica sempre più la mia parte creativa. Mi sento sempre più centrata sulle mie energie e sulla loro presenza ovunque io vada. Energie impercettibili, volatili, ma sempre lì a inviarmi un segnale. Un tempo le donne erano in stretto collegamento con il mondo fatato e degli elfi. Un mondo sottile. Visibile con il secondo occhio.

Sto imparando a leggere i messaggi nascosti, sto attenta ad ogni singolo movimento dentro di me e intorno a me e non sono stanca o affaticata. Non avverto più quel fardello di quando ero alla facoltà di medicina.

Nel mio pellegrinaggio incontro un altro libro "luna rossa" . Sono incuriosita anche questa volta. Un altro libro che tratta il risveglio del femminile attraverso la consapevolezza del ciclo mestruale! Meraviglioso! Ammetto, avverto ancora la mia vocina interiore che mi sussurra "dove sei finita? Sei sempre la solita!". Ora quella vocina è la mia Trilly, che mi aiuta a proseguire il mio viaggio di scoperta delle antiche origini del potere femminile.

Mi sono iscritta ed ho concluso un percorso di quattro anni in danza movimento terapia e mi sto accingendo a completare il mio studio attraverso le danze sacre e meditative.

Quelle danze che le donne utilizzavano in antichità per ricreare armonia e andare nel profondo delle proprie anime.

Ecco che giunge una nuova intuizione. Google mi aiuta nella scoperta. Il libro "luna rossa" mi ha affascinata e mi ha donato maggiore consapevolezza. Miranda Grey è l'autrice di questo saggio. Quindi mi siedo davanti al mio PC e cerco di carpire nuove informazioni.

Non posso credere che abbia articolato un percorso per mettersi in contatto con il proprio femminile sacro. Come potrei non aggiungere questo tassello alla nuova me?

In pochi click sono iscritta al seminario per "Moon mother"

Incredibile la mia trasformazione. Da brava bambina obbediente a giovane donna eterea!

Decido di crearmi un abito su misura per le mie danze. Deve essere rigorosamente in connessione con me.

Ancora una volta Trilly mi accompagna da un'altra donna, che non solo è in grado di comprendere la mia richiesta, ma può anche realizzarla!

Tutto questo è semplicemente fantastico!

Ora mi sento pronta per organizzare incontri con altre donne che, come me , sentono il bisogno di ritornare alle radici.

L'ispirazione mi arriva dagli alberi. Dal luogo incantato dove mi ero rifugiata prima di prendere la decisione di cambiare rotta.

Creo l'associazione "donna albero" e insieme ad altre due donne organizziamo percorsi che toccano varie città italiane. Una delle artefici dell'associazione è Zoé, l'anima luminosa che mi ha aiutata a creare il mio abito per le danze.

Mi rendo conto che più sono in contatto con me stessa, la mia semplicità, più le situazioni si concretizzano davanti a me.

Con il mio vestito e le mie intuizioni creo il percorso legato alle quattro fasi del ciclo.

Mi reco ad Avalon dove mi viene chiesto di creare una coreografia per tutti i presenti.

Proprio io che non parlo quasi inglese? Come potrei guidare un gruppo?

Ormai ho imparato che bisogna saper cogliere gli ostacoli e trarne beneficio.

Dopotutto per danzare non servono tante parole. I corpi hanno un linguaggio universale.

Così sono riuscita a fare danzare, tutti insieme, un folto gruppo di estranei. Uniti dall'energia di Avalon .

Comincio a capire il potere temuto delle streghe e la loro successiva mattanza.

Le donne hanno una capacità estrema di mettersi in contatto con le energie della natura, forse perché, come lei, sono dotate di quattro fasi del ciclo che le trasforma. È un potere unico, trascendente, che l'uomo non ha, perché non dotato di ciclo e di tutti i terremoti ormonali.

Le danze, la conoscenza del ciclo e il contatto con le energie delle piante mi hanno aperto nuove vie.

Ho iniziato a condurre gruppi di donne con il mio stesso intimo desiderio: quello di riportare alla luce il femminile sacro.

Proprio in occasione di un seminario, dove indossavo con le mie colleghe i magnifici abiti specchio delle nostre anime, un signore, incuriosito della nostra presenza, ha contattato uno dei pochi hotel aperti del paese domandando se "le donne dagli abiti colorati e lo sguardo rivolto verso l'imponderabile alloggiassero lì"

Sono grata a quell'uomo curioso perché ha colto la nostra essenza.

Quella stravagante impercettibilità che forse è stata la causa del rogo di molte nostre antenate. Donne che erano in contatto con la natura, amavano danzare insieme e conoscevano i misteri delle erbe e del ciclo mestruale.

Questa mia nuova fase di vita mi ha permesso di affrontare il cancro al seno e il divorzio con dignità, consapevolezza e la giusta dose di timore per il domani.

Consapevole che mantenere fede a me stessa, continuare a creare nuovi connessione e lavorare sugli archetipi mi avrebbe aiutata a superare anche questo passaggio della mia vita.

Ho permesso alla mia creatività di non cedere il passo alla paura e da allora ho continuato a creare nuovi percorsi, sempre più ricchi di spunti per tutte noi.

Il ritorno alle origini del femminile sta coinvolgendo molte donne danzanti ed io sono orgogliosa di esserne parte.

Questo sapere o potere è stato per secoli perseguitato, forse perché una conoscenza profonda di sé stessi e di tutto ciò che ci circonda ci rende più forti e coraggiosi.







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COMMENTI

Giada16-12-22 0:10
Favolosa storia di donne coraggiose, Paola sei unica, grazie ♥️
Donna Incanto16-12-22 0:14
Grazie Giada. Sono orgogliosa di poter condividere queste storie con vii

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