Capodanno assurdo ed imprevedibile degno di commedia surreale

Ce l’ho!

Risale a qualche anno fa, ma visto che sono in vena di riportare alla mente le avventure più comiche della mia vita, ho deciso di scriverlo e condividerlo…casomai perdessi la memoria o il buon umore, mi servirà per accendere una delle due opzioni o entrambe.

Partenza per Siena, dove la coppia dei nostri amici, Martina e Tiziano, hanno la casa. Siamo in ritardo, piove e non si vede nulla. Questo avrebbe dovuto essere un deterrente per l’impresa. Prima di giungere a casa base, facciamo tappa a casa del papà di Tiziano…non sono ancora certa di dove ci siamo recati. Il luogo era simile a Frittole (ricordate Benigni e Troisi nella pellicola Non ci resta che piangere?). La località intercettata non era molto differente dal paesaggio del film. Ricordo solo una bellissima tenuta in mezzo al nulla, la pioggia battente e l’incontro con una donna speciale che poi è diventata fra le mie più care amiche.

Dopo saluti e baci ed aggiornamenti, riprendiamo la via verso la casa di Siena. Piove ancora, è buio e la strada quasi inagibile. Ci siamo addentrati nella zona rurale e la strada non è asfaltata, le ruote si mescolano con il fango e risulta complesso mantenere la rotta. Il viaggio si sta facendo sempre più interessante. Siamo ad un passo dal safari, ma gli unici animali che potremmo incontrare sulla nostra via sono dei cinghiali! Per fortuna, nessun cinghiale, nessuna gomma terra! Dopo un tempo che mi è parso un’eternità giungiamo, come in un miraggio, alla strada asfaltata! Riprendiamo la marcia più tranquilli e anche se in ritardo sulla tabella di marcia, sappiamo che il nostro posto nella casa non sarà ceduto ad un altro turista, visto che la casa è della mia amica!

Percorriamo la via che ci porta diritti davanti al cancello di casa. La luce del patio si accende e si apre l’uscio. Ad attenderci un uomo vigoroso, non eccessivamente alto dai capelli ricci e neri e una folta barba. La mia amica è commossa nel vedere il suo inquilino che l’attende. Si erano scambiati gli auguri e lei lo aveva avvisato che ci saremmo recati lì per festeggiare l’ultimo e che avrebbe avuto piacere nel salutarlo di persona.  Il vigoroso inquilino non sembra così entusiasta del nostro arrivo ed esordisce dicendoci che ormai aveva dato per scontato che non saremmo arrivati…il suo imbarazzo non è subito chiaro, soprattutto a noi donne e cerchiamo di calmarlo credendo, ingenuamente che fosse stato in pensiero per noi.

Il tipello era certamente in pensiero e preoccupato…ma non per lo stesso motivo nostro… ci informa che non possiamo fermarci.  Imbarazzo e sgomento calano sui nostri visi. Il mio compagno e Tiziano iniziano ad innervosirsi e sono già pronti a litigare furiosamente. È proprio in questi momenti che il testosterone impazza nelle vene maschili e trasforma un momento delicato in scontro a fuoco all’ultimo sangue. Vedo già il fumo che esce dalle narici di Tiziano, pronto come un toro nella corrida a scagliarsi contro il torero. Manuele ha il viso contratto pronto a colpire ed affondare il nemico con acrobazie alla Bruce Lee. Martina,  cerca di comprendere cosa stia accadendo, il suo inquilino appare irremovibile sul fatto che non possiamo fermarci. Dopo alcuni minuti di imbarazzo finalmente viene svelato il motivo della sua resistenza.

L’inquilino di Martina, con dubbie doti di imprenditore, ha organizzato il Capodanno con tanto di catering per una folta comunità di vecchietti. Gli ignari ospiti hanno pagato per il cenone di Fine Anno e sono tutti già comodamente seduti a tavola a casa di Martina!

Martina ha in casa sua una trentina di persone ben al di sopra dei 70 anni! Insomma il distaccamento di una RSA.

A questo punto la situazione è critica. Gli uomini vorrebbero tirare pugni all’imprenditore, Martina ed io scoppiamo in una grande risata! Le nostre risa sono incontrollabile. Frutto di un elegante mix fra imbarazzo e sdrammatizzazione. Fortunatamente riusciamo a tenere a bada il testosterone maschile che volteggia nell’aria ed entriamo in casa. Ci attendono i vecchiettini che stanno gustando tartine al salmone accompagnate da bollicine. Ci osservano imbarazzati perché non riescono a comprendere cosa abbia condotto quattro persone sotto i 50 anni in quel posto!

Ci accodiamo al tavolo insieme agli anziani. I nostri compagni proseguono nel brontolare e non apprezzare la sorpresa e non riescono neppure a gustare la cena, noi donne intanto proseguiamo con le risate. Giuro che non mi era mai accaduto di trovare la casa invasa da anziani festeggianti!

Fra un nervosismo e l’altro arriva la fatidica mezzanotte. Ci appartiamo per scambiarci gli auguri lontani da dentiere, bastoni, deambulatori e sedie a rotelle. Giusto per scaramanzia, intendiamoci! 

Alle nostre spalle giunge un signore accompagnato dal suo deambulatore che ci suggerisce caldamente di andare a dormire perché la mezzanotte è passata e loro devono danzare!

Dopotutto, ai loro occhi, gli infanti siamo noi!

Non mi è più capitato di festeggiare un ultimo dell’anno così, però quando ci penso sorrido ancora…


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