Women Wage Peace.Le donne fanno pace

Women Wage Peace è un movimento pacifista nato nel 2014 a seguito della guerra di Gaza. Il movimento israeliano che rivendica il raggiungimento di accordi bilaterali affinché Palestina e Israele riescano a sottoscrivere un trattato di pace.

All’inizio era composto da solo donne israeliane con l’obiettivo comune di trovare il modo di far cessare il conflitto fra i due popoli. È  stato poi accolto anche dalle palestinesi e successivamente da altre donne e uomini appartenenti a differenti religioni, ma che avevano a cuore la pace. L’ispirazione alla sua fondazione trae origine da movimenti femminili dell’Irlanda del Nord e della Liberia, dove donne di fedi differenti si sono riunite per trovare la soluzione a conflitti violenti.

I principali obiettivi del movimento sono:

  1.     Incoraggiare i negoziati di pace fra Israele e Palestina
  2.     Sollecitare la risoluzione dell’ONU n. 1325 che prevede il coinvolgimento delle donne nella prevenzione e soluzione dei conflitti.


Nel mese di marzo del 2015 (un anno dopo la sua fondazione) contava 20.000 iscritti e nello stesso anno è stato organizzato un digiuno formale fuori dalla residenza del Primo Ministro israeliano Netanyahu della durata di 50 giorni.

Hanno partecipato alla protesta circa 300 persone fra donne e uomini. Concluso il digiuno una delegazione è stata accolta dallo stesso Netanyahu per discorrere sulle possibili aperture dei negoziati di pace con la Palestina.

Nel 2016 oltre 3000 donne israeliane e palestinesi hanno marciato per la pace a Gerusalemme. La protesta si è conclusa davanti al palazzo del Ministro Netanyahu.

Il Premio Nobel per la Pace Leymah Gbowee era fra i relatori di questo raduno. Successivamente si è unita al movimento anche la cantautrice e attivista canadese-israeliana, Yael Decklbaum, creando la canzone “Prayer of the Mothers”, diventando voce e simbolo di questo movimento.

Nel 2017, in occasione della Giornata Internazionale della donna tenutasi a Tel Aviv, più di una dozzina di ambasciatrici straniere hanno dato la loro parola a sostegno del movimento. Era il 18 maggio 2017, in occasione della visita del Presidente Trump a Tel Aviv, quando una catena di donne si è riunita mostrando i cartelli su cui era scritto “pronta per la pace”.

Il movimento esiste ancora e non ha perso il focus sul suo obiettivo principale, ossia fare la pace ogni giorno. Le attiviste organizzano incontri e proiezioni di film che siano centrati sulle donne e il loro desiderio di costruire un mondo migliore. Continuano ad organizzare eventi e a tenere alto l’obiettivo di pace che ha coinvolto anche paesi al di fuori dei confini israelo-palestinesi.

La loro missione non si è fermata neppure durante il periodo della piena pandemia. Si sono organizzate con conferenze on-line, riuscendo ad ottenere, prima delle elezioni del 2021, che anche le donne fossero incluse nelle liste elettorali, imponendo anche la sottoscrizione, da parte dei candidati, di un accordo che prevedesse una linea di comportamenti ed azioni che portassero al raggiungimento della pace con il popolo palestinese.

Attualmente il movimento coinvolge un milione di sostenitori e il loro motto è sempre lo stesso. Finiremo a pace raggiunta.

Mai arrendersi, mai mollare. Non dobbiamo permettere a nessuno di sacrificare la Madre Terra e unite nell’intento, nel respiro e nella volontà riprendiamo a dispensare amore e pretendiamo il rispetto delle vite umane. Abbiamo una potenza che ci unisce: usiamola! 


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